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Optometria: l’importanza dell’esame della vista

Vedere, ovvero la capacità di discriminare, identificare, comprendere e interpretare è frutto di un processo di apprendimento che si sviluppa a partire dalla nascita e che condiziona in modo sostanziale lo sviluppo del sistema posturale.

Per questo è di fondamentale importanza l’individuazione precoce dei disturbi della funzione visiva nel bambino, al fine di consentire una corretta maturazione di tale sistema e quindi del sistema posturale.
La visione in realtà è alquanto complessa e consta di numerose “abilità visive”:

Visione Binoculare: consente di estrarre un’unica immagine dalla sovrapposizione delle immagini provenienti dai due occhi; se le immagini provenienti dai due occhi sono diverse, il cervello sceglie l’immagine più nitida e sopprime l’altra (ipofunzione ingravescente dell’occhio che fornisce l’immagine meno nitida).

Stereopsi: capacità di percepire la profondità e il rilievo degli oggetti in visione binoculare.

Oculomotricità: abilità di muovere gli occhi nei vari campi di sguardo, a distanza ravvicinata o da lontano e di seguire il movimento degli oggetti.

Convergenza: capacità di ruotare gli occhi all’interno l’uno verso l’altro e di mantenerli in tale posizione nel tempo, per guardare oggetti a distanza ravvicinata (lettura, computer).

Campo visivo: è l’area visiva entro la quale è possibile scorgere stimoli luminosi, oggetti e movimenti, mantenendo lo sguardo dritto all’infinito.

Coordinazione occhio-mano e occhio-piede: è il risultato di più abilità percettive e motorie che vengono apprese nei primi anni di vita e sono altamente allenabili,come negli sports di destrezza e nelle attività artistiche quali musica e arti figurative.
Negli abituali screening oftalmologici eseguiti in età prescolare, sovente i controlli si limitano al riconoscimento dei problemi visivi legati ad un calo dell’acuità visiva per lontano (vedere i famosi 10/10 è sicuramente auspicabile ma non è tutto); normalmente non viene eseguito alcun test da vicino per indagare se esiste un problema visivo (spesso nascosto) che influisce su apprendimeto e sistema posturale.

La visione è un processo complesso e richiede una serie di abilità che non sono innate ma vengono apprese dal giorno della nascita, si sviluppano e si modificano nel corso della crescita; per utilizzare entrambi gli occhi in modo efficiente e combinare in modo coerente le informazioni visive con quelle provenienti da altri canali sensoriali, come l’udito, il tatto e il movimento, occorre sviluppare processi di apprendimento, in gran parte automatici, che occupano intensamente e continuamente l’attività cerebrale del bambino.

Fondamentale è il ruolo dello specialista della visione che deve individuare precocemente tali disfunzioni e curarle. Il trattamento consiste prevalentemente nel training visivo, cioè l’allenamento e il miglioramento delle abilità visive attraverso particolari esercizi che vengono insegnati al bambino dallo specialista.

Principali manifestazioni cliniche nei problemi della visione

Il bambino legge o scrive ad una distanza ridotta (meno di 20 cm circa);

• Muove la testa per seguire le righe del testo che sta leggendo;

• Dice di vedere sfuocato o doppio;

• Utilizzo del dito o di un segnalibro per riuscire a tenere il segno durante la lettura;

• Tiene la testa molto inclinata durante la lettura o la scrittura;

• Scrive impugnando la penna in modo non corretto;

• Si copre un occhio quando legge;

• Inverte le lettere p – q d – b;

• Lamenta mal di testa;

• Presenta occhi arrossati;

• Insufficiente capacità attentava nei lavori a distanza prossimale (lettura, studio, ecc.);

• Urta facilmente mobili o oggetti;

• Sbaglia facilmente il bersaglio (es.: sbaglia facilmente la palla).