F.A.Q.

TUTTO QUELLO CHE DOVETE SAPERE SUL PANCAFIT

Il Metodo di Allungamento Muscolare Globale decompensato: Pancafit Metodo Raggi®, è un marchio registrato. L’utilizzo è riservato agli operatori abilitati che hanno effettuato l’iter formativo specifico.

COS'E' IL PANCAFIT?

Pancafit® è l’unico attrezzo, brevettato in tutto il mondo, capace di riequilibrare la postura con semplicità ed in tempi brevi, agendo sulla globalità delle catene muscolari. E’ in grado di ridare libertà e benessere a tutto il corpo attraverso “ALLUNGAMENTO MUSCOLARE GLOBALE DECOMPENSATO”

Non si tratta di un semplice stretching analitico o classico. E’ un allungamento muscolare fatto in postura corretta e senza permettere “compensi”, cioè quei meccanismi antalgici che il corpo mette in atto per sfuggire alle tensioni, ai dolori o ai semplici disagi che reputa non graditi, o contro la sua normale tendenza. Inoltre tale allungamento utilizza tecniche respiratorie per sbloccare anche il diaframma.

PERCHÉ È UNA “TERAPIA MEDICA POSTURALE”?

Perché le eccezionali potenzialità di questa metodologia si combinano con l’integrazione diagnostica e terapeutica che verrà effettuata dal medico con il quale intraprenderete il trattamento.

In quest’ottica infatti il paziente viene valutato in modo olistico partendo da una visita medica generale, e quindi con una valutazione medico – osteopatica.
Particolare attenzione è riservata a livello diagnostico alle problematiche dolorose che spesso sono il primo motivo di consultazione. In questo modo una volta individuata la causa prima del dolore si punta attraverso l’applicazione del metodo ad ottenerne la risoluzione, ovvero un sensibile miglioramento. Ove se ne ravvisi la necessità sarà il medico stesso a consigliarvi e proporvi l’abbinamento con terapie e tecniche complementari. AMENTO MUSCOLARE GLOBALE DECOMPENSATO”

IL METODO RAGGI® È UNA METODICA AD APPROCCIO “GLOBALE”.

Si tratta di un metodo che prende in esame la persona nel suo insieme, osservando attentamente la postura ed ogni segnale che il corpo evidenzia oppure nasconde in modo “intelligente” o subdolo. Si ricercano i traumi fisici passati, le cicatrici, gli interventi chirurgici, i modi scorretti di usare il corpo, le situazioni emotive che hanno lasciato un segno profondo, le componenti genetiche, le interazioni di carattere biochimico-alimentare, l’aspetto culturale, etc, etc. Questa metodica, tenendo conto di ogni elemento sopra citato, va ad agire sulla parte fisica della persona grazie all’utilizzo di Pancafit®, un attrezzo che agendo sulle catene muscolari, fasciali e connettivali permette l’ALLUNGAMENTO MUSCOLARE GLOBALE DECOMPENSATO ed al contempo lo sblocco della respirazione, attraverso tecniche respiratorie particolari.

QUALI SONO LE PRINCIPALI INDICAZIONI AL TRATTAMENTO CON PANCAFIT®?

Il trattamento con Pancafit ha ampie indicazioni, e come si è detto prime fra tutte le sindromi algiche di origine muscolo-scheletrica, fra cui:
Cervicalgie, dorsalgie, lombalgie, su base artrosica, discale o di origine post-traumatica
Coxalgie, pubalgie.
Ma anche Sd. Posturali con dismorfismi, Ipercifosi e Iperlordosi
Cefalee Muscolotensive
Ed inoltre, Ernia Iatale, Sindrome dello Stretto Toracico

Pancafit® è anche un ottimo trattamento di recupero funzionale post-traumatico. Quando cioè terminato il tradizionale iter fisioterapico, restino da risolvere importanti componenti di retrazione muscolare in seguito a “fibrotizzazione” della componente connettivale e fasciale.
Non ultimo poi, Pancafit® ben si presta ad essere un ottimo ausilio per l’attuazione di tecniche di rilassamento, centrate sulla respirazione che ottimizzano l’equilibrio psico-fisico della persona.

CHE COS'E' L'OSTEOPATIA?

L’osteopatia nasce in America alla fine del XIX sec. grazie al Dott. Andrew T.Still.
Questa disciplina si basa sulla conoscenza approfondita di anatomia, fisiologia e clinica umana, considerando l’uomo nella sua interezza e globalità.
Il suo fine non è la cura del sintomo, ma la ricerca e il trattamento della causa.

L’OSTEOPATIA SU BASA SU ALCUNI PRINCIPI FONDAMENTALI:
1. Tutte le strutture del corpo (muscoli, articolazioni, ma anche visceri, cranio ecc..) hanno una loro mobilità propria; il loro movimento equilibrato è fondamentale per il benessere psico-fisico.      
La “lesione osteopatica” consiste nella riduzione, alterazione e perdita del movimento di una struttura corporea. Questo non determina soltanto una lesione locale a livello della parte interessata, ma anche di tutte le altre strutture funzionalmente correlate.
Tali lesioni possono essere diagnosticate e trattate solo attraverso la palpazione ed il successivo trattamento manuale (la cosiddetta “terapia manuale osteopatica” o “manipolazione”).

2. La funzione governa la struttura e viceversa. 
Es.: la forma di un osso dipende dalla funzione che deve svolgere e quindi dalle forze meccaniche e sollecitazioni muscolari alle quali è sottoposto.
Anomale tensioni muscolari e conseguenti carichi meccanici alterati possono nel tempo modificare la forma dell’osso.
Questa a sua volta può essere causa di alterazione delle forze meccaniche e delle tensioni muscolari:
“il cane che si morde la coda!!!”
Struttura e funzione sono perciò indissolubilmente interdipendenti.

3. il corpo è un sistema omeostatico: è cioè un sistema in equilibrio dinamico con capacità di autoregolarsi (omeostasi).
Tale capacità di autoregolazione garantisce il benessere psico-fisico e l’adattamento ambientale.
L’osteopatia cerca semplicemente di aiutare il corpo a ritrovare e mantenere la propria capacità  di autoregolazione (omeostasi) eliminando le eventuali lesioni osteopatiche che possono impedire il raggiungimento di tale equilibrio.
In questo modo l’osteopatia assume un ruolo non solo di terapia, ma soprattutto di prevenzione.

CHE COS'E' IL BITE?

Bite è un termine diventato di uso comune per indicare una placca, normalmente in resina dura o morbida, da porre tra le due arcate dentarie, al fine di modificarne le relazioni spaziali reciproche, senza modificare in modo permanente i denti e la loro disposizione.
Di regola non sostituisce denti mancanti, ma si aggiunge e si interpone tra quelli preesistenti.
Da comparsa occasionale nella routine delle cure odontoiatriche del passato, è diventato il protagonista della cura dei disturbi occlusali e posturali.
Attualmente assume un ruolo fondamentale nelle diagnosi e terapie dei disturbi posturali a partenza cranio mandibolare.

CHE COS'E' LA POSTURA?

Dal punto di vista motorio, ogni essere vivente deve essere in grado di adattarsi all’ambiente in cui si trova per sopravvivere e svolgere la propria attività statica e dinamica. Tale adattamento richiede la possibilità di cogliere ciò che succede nell’ambiente stesso e conseguentemente, di assumere le posizioni più consone alla situazione e alle proprie esigenze di comportamento. Possiamo definire “postura” ciascuna delle posizioni assunte dal corpo, contraddistinta da particolari rapporti tra i diversi segmenti somatici. Il concetto di postura, quindi, non si riferisce ad una condizione statica, rigida e prevalentemente strutturale. Si identifica, invece, con il concetto più generale di equilibrio inteso come “ottimizzazione” del rapporto tra soggetto e ambiente circostante, cioè quella condizione in cui il soggetto stesso assume una postura o una serie di posture ideali rispetto alla situazione ambientale, in quel determinato momento e per i programmi motori previsti.

COS'E' LA BAROPOMETRIA?

La valutazione  del tipo di appoggio si rende quanto mai utile per chi fa sport e non solo.
Lo studio della postura e della deambulazione mette in evidenza come la distribuzione del carico sulla superficie plantare può variare in relazione alle caratteristiche strutturali del soggetto, nonché essere influenzato da eventuali alterazione dei vari segmenti ossei (tarso e metatarso, tibia, femore, bacino).
La rilevazione baropodometrica è senza dubbio un ottimo mezzo per valutare l’origine di certe patologie, per individuare la causa di fastidiosi infortuni, ma soprattutto fornisce un notevole aiuto nella prevenzione verso le stesse patologie.
Individuare il tipo di appoggio di un soggetto e la sua postura, serve per poter meglio personalizzare l’ allenamento, proponendo esercizi mirati e adeguando il carico di lavoro alle esigenze individuali.

COS'E' LA DEGLUTIZIONE ATIPICA? COSA COMPORTA?

La lingua svolge un ruolo fondamentale nel corretto sviluppo del sistema cranico-mandibolare (osso mascellare, mandibola, dentizione) e posturale.
La posizione linguale corretta prevede che essa si trovi appena al di sotto del palato duro, subito dietro gli incisivi superiori. L’impostazione dell’apparato deglutitorio avviene in età neonatale, durante la fase di allattamento al seno. È in tale fase, quindi, che si pongono le basi per una postura ed occlusione dentale corrette. Il meccanismo è semplice e istintivo: per succhiare il latte il neonato deve serrare fortemente le labbra al seno materno e con la lingua favorire il deflusso dell’alimento all’interno della bocca mediante il movimento della lingua che viene portata sulla parte alta del palato duro.

Le forze meccaniche che vengono così ad agire su ossa e denti sono di due tipi: dall’interno la lingua esercita una spinta in fuori e in avanti, favorendo l’espansione del palato, dall’esterno i muscoli delle labbra contrastano tali forze, equilibrando lo sviluppo della struttura ossea e dentale. Attualmente l’allattamento al seno è sempre più sostituito dall’allattamento artificiale con biberon. Questo implica un diverso meccanismo di suzione da parte del neonato sia nel movimento delle labbra che della lingua. Le labbra non hanno più necessità di serrare fortemente e la lingua deve posizionarsi più in basso per frenare il deflusso del latte. L’impostazione di questa posizione linguale e labiale sbagliata conduce ad un errato sviluppo anatomico dell’apparato orale.

La spinta della lingua non si dirige più verso il palato ma sui denti, con relativi danni:
• Mancata espansione del palato duro (Palato Ristretto o Ogivale);
• Alterato sviluppo dentale, a causa della spinta incessante e potente della lingua che non trova contrasto neppure nei muscoli orbicolari delle labbra, (rimasti deboli).

Viene così impostata la cosiddetta DEGLUTIZIONE ATIPICA o VIZIATA che ha importanti ripercussioni locali e generali:
• Alterato sviluppo cranio-mandibolare (specie di mandibola e mascellare superiore);
• Scorretto sviluppo e posizionamento dentale (morso aperto, denti anteriori che “sventagliano in avanti”, ritardo nell’eruzione dentaria, ecc.);
• Perturbazioni posturali: la lingua infatti non è un muscolo a se stante ma rientra in quel complesso di muscoli che compone la CATENA MUSCOLARE LINGUALE.

Il mal funzionamento della lingua si ripercuote su tutta la catena determinando l’assetto posturale tipico di soggetti con deglutizione atipica:
testa e tronco protesi in avanti con aumento delle curve cervico-dorso-lombari, ventre prominente ecc. Fondamentale diventa quindi la rieducazione della lingua e della deglutizione attraverso le tecniche e gli esercizi della TERAPIA MIOFUNZIONALE (Metodo Garliner), metodica utilizzata in LOGOPEDIA.

 

COSA C'ENTRA LA VISTA CON LA POSTURA?

Vedere, ovvero la capacità di discriminare, identificare, comprendere e interpretare è frutto di un processo di apprendimento che si sviluppa a partire dalla nascita e che condiziona in modo sostanziale lo sviluppo del sistema posturale. Per questo è di fondamentale importanza l’individuazione precoce dei disturbi della funzione visiva nel bambino, al fine di consentire una corretta maturazione di tale sistema e quindi del sistema posturale.
La visione in realtà è alquanto complessa e consta di numerose “abilità visive”:

Visione Binoculare: consente di estrarre un’unica immagine dalla sovrapposizione delle immagini provenienti dai due occhi; se le immagini provenienti dai due occhi sono diverse, il cervello sceglie l’immagine più nitida e sopprime l’altra (ipofunzione ingravescente dell’occhio che fornisce l’immagine meno nitida).
Stereopsi: capacità di percepire la profondità e il rilievo degli oggetti in visione binoculare.

Oculomotricità: abilità di muovere gli occhi nei vari campi di sguardo, a distanza ravvicinata o da lontano e di seguire il movimento degli oggetti.

Convergenza: capacità di ruotare gli occhi all’interno l’uno verso l’altro e di mantenerli in tale posizione nel tempo, per guardare oggetti a distanza ravvicinata (lettura, computer).

Campo visivo: è l’area visiva entro la quale è possibile scorgere stimoli luminosi, oggetti e movimenti, mantenendo lo sguardo dritto all’infinito.

Coordinazione occhio-mano e occhio-piede: è il risultato di più abilità percettive e motorie che vengono apprese nei primi anni di vita e sono altamente allenabili,come negli sports di destrezza e nelle attività artistiche quali musica e arti figurative.

Negli abituali screening oftalmologici eseguiti in età prescolare, sovente i controlli si limitano al riconoscimento dei problemi visivi legati ad un calo dell’acuità visiva per lontano (vedere i famosi 10/10 è sicuramente auspicabile ma non è tutto); normalmente non viene eseguito alcun test da vicino per indagare se esiste un problema visivo (spesso nascosto) che influisce su apprendimeto e sistema posturale.

La visione è un processo complesso e richiede una serie di abilità che non sono innate ma vengono apprese dal giorno della nascita, si sviluppano e si modificano nel corso della crescita; per utilizzare entrambi gli occhi in modo efficiente e combinare in modo  coerente le informazioni visive con quelle provenienti da altri canali sensoriali, come l’udito, il tatto e il movimento, occorre sviluppare processi di apprendimento, in gran parte automatici, che occupano intensamente e continuamente l’attività cerebrale del bambino.

Fondamentale è il ruolo dello specialista della visione che deve individuare precocemente tali disfunzioni e curarle. Il trattamento consiste prevalentemente nel training visivo, cioè l’allenamento e il miglioramento delle abilità visive attraverso particolari esercizi che vengono insegnati al bambino dallo specialista.

Principali manifestazioni cliniche nei problemi della visione.

– Il bambino legge o scrive ad una distanza di 20 cm circa;
– Muove la testa per seguire le righe del testo ce sta leggendo;
– Dice di vedere sfuocato o doppio;
– Utilizzo del dito o di un segnalibro per riuscire a tenere il segno durante la lettura;
– Tiene la testa molto inclinata durante la lettura o la scrittura.
– Scrive impugnando la penna in modo non corretto;
– Si copre un occhio quando legge;
– Inverte le lettere p – q  d – b;
– Lamenta mal di testa;
– Presenta occhi arrossati;
– Insufficiente capacità attentava nei lavori a distanza prossimale (lettura, studio, ecc.);
– Urta facilmente mobili o oggetti;

Sbaglia facilmente il bersaglio (es.: sbaglia facilmente la palla).

CHI E' IL PODOLOGO?

Il Podologo è un professionista laureato in podologia, inserita nella classe delle lauree della riabilitazione, che si occupa della prevenzione, della cura e della riabilitazione degli stati dolorosi del piede, trattandolo direttamente in seguito ad esame obiettivo, con metodi incruenti, ortesici ed idromassoterapici.

Il Podologo è in grado di offrire le seguenti prestazioni:
• trattamento delle unghie incarnite, ipertrofiche e micotiche;
• rieducazione ungueale;
• ricostruzione totale o parziale delle unghie;
• trattamento di calli e di ipercheratosi plantari;
• confezionamento di ortesi digitali in silicone per alluce valgo, dita a martello o deformate;
• prevenzione e cura del piede diabetico, arteriopatico, neuropatico, reumatico, artrosico…;

Su prescrizione medica svolge in oltre:
• trattamento delle verruche plantari;
• medicazione delle ulcerazioni.

In sintesi il Podologo cura le diverse patologie del piede, attuando ortesi e trattamenti finalizzati a favorire la deambulazione, oltre che per la prevenzione di complicanze locali per i portatori di malattie a rischio e/o alterazioni strutturali e funzionali dei piedi.

COSA SONO LE SOLETTE PROPRIOCETTIVE?

La nostra postura è regolata dalle informazioni inviate al cervello dai vari sistemi sensoriali quali occhio, piede ecc.; interagendo con questi sistemi è quindi possibile modificare l’assetto posturale, correggendone gli errori.
Il piede, perciò, prima che organo di movimento, è organo di senso in quanto unica interfaccia tra corpo e suolo:
in esso sono contenuti milioni di sensori chiamati recettori estero-propiocettivi che inviano continuamente al cervello informazioni tattili, presso rie e dolorifiche necessarie per produrre un adattamento posturale.

La SOLETTA PROPRIOCETTIVA sfrutta questa enorme potenzialità sensoriale del piede esercitando piccoli stimoli pressori in punti chiave della pianta del piede.
Tali stimoli vengono somministrati utilizzando piccoli “spessori” (elementi) che vanno da 1 a 3 millimetri e che sono disposti in posizioni ben definite del piede a seconda della correzione che si vuole apportare e delle peculiarità del paziente. Gli elementi non possono superare i 3 millimetri di spessore perché altrimenti verrebbe fornito uno stimolo troppo intenso che il sistema sensoriale del piede non riuscirebbe più a raccogliere.
La posizione strategica in cui vengono collocati gli “spessori” permette di stimolare per via riflessa una determinata CATENA MUSCOLARE (ognuna di esse, come sappiamo, parte dal piede e arriva alla testa!).
Grazie quindi a uno stimolo che parte dal piede, noi possiamo modificare tutto l’assetto posturale attraverso l’attivazione riflessa di specifiche catene muscolari.

Come può uno stimolo così lieve determinare modificazioni così significative?
Perché la postura è un sistema NON LINEARE; non esiste infatti proporzionalità diretta tra stimolo fornito e risposta.

Esempio:
Se viene somministrato uno stimolo di intensità pari a 2, il corpo reagirà con una risposta di intensità molto più grande (es. 10) a causa dell’intermediazione del cervello.

Quindi a piccolo stimolo può corrispondere grande modificazione!

Qualora i disturbi dovessero persistere consultare il tecnico.
Ogni altro uso od impropria manutenzione è vietata espressamente e viene considerata uso improprio